Il mio secondo cane.

Dopo aver restituito Sansone alla sua famiglia, in casa regnava di nuovo la disperazione, prima la morte di Layka, che aveva lasciato un vuoto incolmabile, poi l’esperienza, se pur brevissima ,con Sansone; non riuscivo proprio più a smettere di piangere e a ritrovare il sorriso. A questo punto, mio padre chiamò un suo caroamico, anche lui amante dei cani; si recarono insieme al canile e qui trovò la cuccioletta ideale al suo scopo, alleviare la mia  disperazione la porto’ a casa, decidemmo che sarebbestato bello rinnovare il nome di Layka, per ricordare sempre l’amore reciproco che c’era stato tra noi e il nostro primo cane.

Quando papà entrò nel canile, si innamorò subito di lei, era alloggiata in un box con cani molto più grandi di lei, infatti aveva solo 45 giorni, ogni giorno doveva lottare e ringhiare per riuscire a conquistarsi una porzione di cibo, era magrissima, sporca piena di pulci e qualche zecca; allora la prese la mise in auto e la condusse a casa.

La portammo subito a fare la toilettatura, la visita e i vaccini e poi finalmente a casa, era buffa aveva delle grandi orecchie pendenti di forma triangolare  che sembravano 2 fazzolettini, una lunga coda sottile sottile come un serpentello e delle zampone lunghe, pelose e sproporzionate, il veterinario disse che era un incrocio tra spinone e schnauzer, ma in effetti pio in seguito scoprii che era invece spinone e irish wolfhound,  aveva dei dolcissimi occhi neri, sembravano delle immense profondità marine dove albergava tutto l’amore del mondo.

All’inizio mi fece uno strano effetto e non riuscii ad amarla immediatamente, ma lei come spesso accade, ha capito che la conquista più difficile ero io, mi stava sempre attoro e spesso si accucciava vicino a me, si metteva sul mio letto a dormire e così in pochi giorni diventammo inseparabili.

Aveva un solo piccolo difetto non riusciva proprio a mangiare senza ringhiare purtroppo l’abitudine del canile se l’è portata per tutta la vita, ma i suoi pregi erano talmente tanti che il difetto era insignificante, anzi era anche simpatico.