Continuiamo il percorso sull’educazione del cane e affrontiamo la regola n. 4, in precedenza abbiamo parlato di comunicazione (regola n.1), di gerarchia (regola n.2), e di convivenza (regola n.3), ora vedremo quali sono le metodiche più adatte a premiare e punire il cane in modo appropriato, e soprattutto il materiale da utilizzare. Come già più volte evidenziato nei precedenti articoli è fondamentale imparare ad interagire con il nostro amico, instaurare un rapporto di comunicazione reciproca, tenendo presente che può essere addestrato ed educato a qualunque età, cucciolo o adulto, la cosa importante è che lui capisca di non essere il capobranco, che lui è un componente del branco (la famiglia), che è un sottoposto del capobranco, questa figura è ricoperta generalmente da un adulto (un solo soggetto della famiglia), colui che ha più tempo da dedicare al cane, il quale sarà la sua guida, il suo educatore e il suo conduttore abituale; per il cane è fondamentale avere una figura di riferimento, in caso contrario si sentirà libero di prendere il sopravvento e di occuparsi della protezione del branco.
La prima cosa che un buon padrone deve fare, è sicuramente cercare di capire le attitudini del proprio cane, per quanto riguarda le razze pure; ad esempio, se fosse tra quelle di utilità come Terranova, Pastore tedesco, Labrador, San bernardo, Golden retriver, ecc. ecc… è opportuno che seguano addestramenti atti ad evidenziare le loro capacità; oppure cani da caccia, da ferma o da tana, e quant’altro come Setter inglese, Setter irlandese, Beagle, Terrier, Pointer, ecc. ecc… è bene che vengano abituati a queste attività fin da cuccioli; idem per i cani che devono occuparsi della guardia e della conduzione di bestiame.
Altre razze invece sono più idonee per le mostre e per i concorsi di bellezza come il Barboncino, Il Bolognese, lo Shitzu, lo Yorkshire o il Maltese ecc.ecc… anche qui il padrone ha una funzione importantissima nella cura del cane a cominciare dall’alimentazione fino all’educazione e all’addestramento per abituarsi ai concorsi.
Per quanto riguarda le gare di agility sono invece adatte le razze, con particolare agilità, anche per i meticci che spesso si possono vedere a queste manifestazioni, anche se ultimamente, i meticci vengono utilizzati anche per parecchi incarichi di utilità, per quanto riguarda l’agility il cane deve avere oltre ad un buon addestramento e ad un ottima educazione, anche una perfetta intesa con il proprio conduttore che generalmente è anche il suo convivente.
Bisogna ricordare che il cane ha un metodo di apprendimento e un modo di pensare molto elementare, si limita a collegare gli eventi tra loro, associa l’azione alla reazione, cioè lui pensa: se faccio A ricevo B, se l’azione è ben fatta arriverà il premio, in caso contrario alla cattiva azione seguirà una sgridata, i cani obbediscono ai nostri ordini perchè sanno che ci sarà un premio, nell’addestramento sono molto importanti le gratificazioni.
Il premio che diamo al cane si chiama “rinforzo positivo“, lo incoraggerà a ripetere l’azione più volte; i premi possono essere di vario tipo: bocconcini, crocchette, pezzettini di pane secco o di biscottini per cani, giochi o coccole, ma anche la ciotola della pappa o la semplice passeggiata; deve imparare fin da cucciolo che nella vita non gli viene regalato nulla, che tutto è una conquista e tutto va meritato; è bene quindi prima di dare la ciotola della pappa o prima di portarlo fuori, dare un piccolo ordine è sufficiente anche un semplice “seduto“, così imparerà le buone maniere.
Per quanto ci riguarda, porgeremo il premio in cibo al cane sempre con il palmo della mano e tenendola ben aperta, le carezze vanno sempre fatte sul lato del collo e sul petto, mai sulla testa ( per lui significa dominanza), e mai alla gola (per lui significa aggressione).
IMPORTANTISSIMO! Per quanto riguarda i premi in cibo, se decidessimo di utilizzare i bocconcini di carne è bene evitare quelli a base di carni grasse come quelli di maiale, è preferibile invece l’utilizzo di carni bianche quali pollo e tacchino, mai bocconcini di cibo troppo calorico, cerchiamo però di incontrare i gusti del cane; i negozi specializzati ne vendono comunque di appositi per questo utilizzo.
Non tutti i cani sono ubbidienti, a volte fanno delle marachelle, è bene però prima di punirlo, capire il perchè del suo comportamento, a volte non obbedisce perchè è stanco, oppure fà danni in casa perchè subisce l’ansia di essere solo e lontano da noi, in questi casi le punizioni non sono efficaci, e non devono mai essere corporali, e tantomeno bisogna gridare con lui, non capirà e non associerà la cattiva azione alla punizione corporale, e tantomeno capirà il motivo delle nostre urla; un esempio: se lo vediamo con la testa nel secchio della spazzatura, e abbiamo a portata di mano un quotidiano lo possiamo arrotolare e suonarglielo sul sedere delicatamente, non con violenza, un paio di volte, ma solo perchè lo abbiamo colto durante l’azione, ed è giustificata la punizione corporale solo perchè è un’azione veramente bruttissima quella di frugare nell’immondizia.
Le punizioni se non vengono date quando lo si coglie sul fatto, ma a distanza di tempo dalla cattiva azione, non hanno nessun effetto e causano solo ulteriore stress al cane; le punizioni hanno comunque scarsa efficacia sull’educazione, lui cerca solo la nostra attenzione, anche una semplice sgridata rappresenta questo, è molto meglio ignorarlo per qualche minuto.
Facciamo dei piccoli esempi: se il cane sale sul divano, dobbiamo immediatamente dire “NO” in maniera secca e decisa senza gridare, se non ubbidisce gli daremo un piccolo e leggero buffettino sul naso, oppure se entra nella camera da letto, durante il suo ingresso gli diremo “NO”, se lo faremo dopo, se il rimprovero avverrà quando lui tornerà da noi l’associazione che il cane farà è, ritorno = rimprovero e la stessa cosa succede se lui si allontana da noi, lo dovremo sgridare all’atto dell’allontanamento e non quando torna, altrimenti otterremo solo un cane che non torna al richiamo e che continua a scappare; se al nostro rientro a casa troveremo la ciabatta rosicchiata (a causa dell’ansia da separazione), e il cane dorme beatamente, e noi lo sgrideremo, lui associerà il rimprovero al sonnellino, e non alla ciabatta, se lo troveremo invece con la ciabatta tra le zampe che se la rosicchia, allora un secco “NO” e gli toglieremo la ciabatta, naturalmente sempre senza infliggere punizioni corporali.
Nel prossimo articolo illustrerò l’ultima regola, la regola n. 5, ed è come il cane può imparare l’educazione giocando.
(Si ringrazia la sig.na Eva Buongrazio, per la gentile collaborazione prestata e le informazioni fornite).








Buona sera, io, anzi noi…abbiamo un piccolo problemino…abbiamo addottato un cane dal canile, ha circa 2 anni ed è un’incrocio tra un pitbull e un dgue de booreaux, è dolcissima, l’unica pecca ke ha è che fa i bisogni in casa…nn sappiamo piu’ cosa fare…come fare x farle capire ke è sbagliato…la portiamo fuori minimo 4 volte al gg x almeno 15 min x volta…ma cm la lasciamo sola ci fa una bella sorpresina…anche solo se salgo in camera x 5 minuti…vi prego aiutateci xkè ci snerva ficcare i piedi nelle pozzanghere ke c fa trovare lei…
grazie mille ileana
Buona sera a voi, innanzitutto, il cane non fa i bisogni in casa perchè non ha capito che li deve fare fuor,i ma bensì perchè sta soffrendo della sindrome da abbandono, cerca di non lasciarlo solo fino a che non si sarà tranquillizzato, da quanto tempo vive con voi??? Portalo fuori più spesso e quando vai in un’altra stanza invitalo a seguirti in maniera che capisca che non lo stai lasciando solo, cerca di portarlo con te tutte le volte che puoi, purtroppo sarà un percorso lungo e tortuoso in quanto è un cane che ha subito il trauma dell’abbandono, non lo dimenticherà molto facilmente e ogni cane reagisce in modo diverso, ho avuto 4 cani abbandonati e ognuno di loro manifestava in maniera diversa questo disagio, quella che vive ancora con me è passata dal rosicchiare tutto ciò che le capitava a tiro, all’abbaio e pianto che dura per un bel po prima di tranquillizzarsi, quando usciamo. Segui il percorso che ti ho indicato nell’art. 5 per insegnare i comandi al cane, ogni volta che fa la pipì sgridalo solo se lo cogli sul fatto, altrimenti ignoralo portalo fuori dopo un po e quando farà i bisogni premialo e lodalo, credo che presto capirà che può stare tranquillo. Sappi che ci vorrà tempo, pazienza e costanza, e soprattutto tanto tanto amore per far sì che comprenda che non verrà più abbandonato, ma purtroppo si parla di tempi molto lunghi nei cani di età adulta in quanto il trauma resta radicato nella loro mente e per un nonnulla lo rivivono. Spero di esserti stata di aiuto, Ileana fammi sapere gli sviluppi e un bacino grande alla signorina pisciona. Se vuoi aiutare i nostri pelosini abbandonati ad avere un pochino di cure migliori e cibo buono fai donare ai tuoi conoscenti un piccolo aiuto attraverso il sito sulla poste pay indicata nelle donazioni, ti ringrazio tanto per aver letto e per ciò che potrai fare. Ciao e a presto.
H urgente bisogno di aiuto inquanto ho una barboncina di circa 6 mesi e l’ho adottato da quando ne aveva 3 non riesco ad abituarla a fare i bisogni sul pannolone anzi sta capitando che in nostra asseza che purtroppo dura quasi tutta la giornata che troviamo la traversina fatta in mille pezzi. Appena di ritorno a casa se troviamo i bisogni sul pavimento gliel facciamo annusare e gli diamo un secco no e poi la portiamo sula teraversina gridandogli che li la deve fare! Il risultato che la pipì è risolto al 90 per cento mentre con le feci nessunn risultato positivo. Esiste un sistema per insegnarglielo più rapidamente???
Se continua così mia moglie minaccia di donarlo a qualcuno vi prego aiuto!!!!!!!!!!
Ciao Gennaro, credo che tu debba utilizzare un metodo educativo un pochino meno, come dire, ortodosso!!! Se segui le indicazioni che io do sul mio sito vedrai che otterrrai ottimi risultati, aggiungerei inoltre che il cane non può esseere lasciato solo delle intere giornate in quanto essendo un animale abituato a convivere con altri esseri, umani o animali che siano, soffre molto per la solitudine, ricorda inoltre che ha solo 6 mesi e quindi è un cucciolo, ha bisogno di essere educato con amore, pazienza, costanza, continuità, e soprattutto tanta dolcezza, premiato quando fa le cose giuste e sgridato senza mai urlare o picchiarlo quando viene colto sul fatto nel compimento di una cosa sbagliata. Ti consiglio vivamente di seguire i miei suggerimenti oppure se credi di non poter dedicare il tempo dovuto al tuo cucciolo, forse tua moglie ha ragione a volerlo regalare a persone che siano in grado di prendersi maggior cura di lui. Mi scuso per il ritardo nel rispondere al tuo appello, ma purtroppo ho aperto solo oggi la mia casella di posta dopo le vacanze. Mi scuso anche se sono stata un po dura con te nel risponderti ma sono molto tassativa su come vanno tenuti i nostri amici a 4 zampe, personalmente ho 2 bambine e una pelosina e per me la nostra piccola è come una 3 figlia. Ciao e spero di avere presto buone nuove da te riguardo la piccola barboncina.
salve, ho un cucciolo di beagle di 10 mesi,maschio, a parte che distrugge tutto in casa, non obbedisce a nulla, ne al richiamo, ne a niente, non riconosce il padrone, se lo si sgrida ringhia, è irrequieto, testardo, si mangia le feci, nonostante, gli abbia dato una polverina nel cibo, tutto inutile, mangia stoffa, lana, legno, plastica, il cibo se lo divora è super affamato, vuole dominare, se vede altri cani , fa’ il pazzo, piange, se cerco di fermarlo, mi aggredisce, tutto cio’ credo che la causa sia stato , quello di avermelo venduto a 37 giorni, ecco la causa di tutto cio’, sara’ cosi’ oppure è la razza, molto ribelle? come posso fare, grazie