ABOLIZIONE “LISTA NERA”.

Gennaio 2009, ci voleva l’intelligenza e l’amore per gli animali del ministro Francesca Martini per giungere all’abolizione di questa triste lista, dal nome ancora più orrendo, “lista nera” come se si parlasse di pericolosissimi terroristi e non di cani; fu introdotta nel 2003 dall’allora ministro della salute Girolamo Sirchia,  elencando inizialmente 92 razze, considerate aggressive, ridotte poi a 18; il successivo ministro Livia Turco, nel dicembre  2006 apportò alcune modifiche e introdusse il divieto del taglio di orecchie, coda e corde vocali, l’uso di collari elettrici e l’addestramento con lo scopo di esaltare l’aggressività del cane, confermando la lista di razze considerate particolarmente aggressive:

1. American bulldog, 2. Cane da pastore di Charplanina, 3. Cane da pastore dell’Anatolia,           4. Cane da pastore dell’Asia centrale, 5. Cane da pastore del Caucaso, 6. Cane da Sera da Estrela, 7. Dogo Argentino, 8. Fila Brasileiro, 9. Mastino Napoletano, 10. Perro da canapo majoero, 11. Perro da presa Canario, 11. Perro da presa Mallorquin, 12. Pit bull, 13. Pit bull mastiff, 14. Pit bull terrier, 15. Rafeiro do alantejo, 16. Rottweiler, 17. Tosa inu.

Alcuni esemplari di questa lista si erano resi protagonisti di casi di aggressioni a persone, balzando alle cronache di giornali e tg, in alcuni casi, non erano neppure coinvolti cani delle razze elencate, si continuò, però ingiustamente, la condanna nei confronti di queste, senza andare a fondo della situazione specifica, cercando di capire perchè il cane avesse aggredito, il contesto in cui era custodito, il tipo di educazione e di addestramento che avesse subito, questa discriminazione nei confronti solo di alcuni soggetti ha avuto conseguenze tristi, scatenando una psicosi di massa, con la sola conseguenza, di andare ad alimentare il randagismo e l’abbandono smodato dei cani di queste razze e meticci di grossa taglia.

La maggior parte delle associazioni che si occupano di animali e specificatamente di cani si mobilitarono affinchè questa lista venisse abolita, è stato più volte ribadito che non esistono razze geneticamente aggressive, ma solo che richiedono maggior impegno, e se mal gestite diventano armi senza controllo, i precedenti ministri hanno deliberatamente ignorato le proteste delle associazioni continuando su questa linea discriminatoria e non considerando, invece che, qualunque cane se è messo nelle condizioni di doversi difendere può mordere, anche un chihuahua.

E’ doveroso precisare che non esistono cani con indole cattiva , ma cattivi padroni, cattivi educatori e addestratori, questo rende i cani aggressivi; molto spesso alcuni di questi cani vengono detenuti  da soggetti abituati a delinquere che li hanno resi, feroci per utilizzarli in combattimenti o per altri loschi traffici, mettendoli a guardia e protezione delle loro proprietà.

Molto spesso cani di razza molosso o di grossa taglia, sono stati sottoposti ad addestramenti inadeguati e intensivi, questo li rende armi senza controllo, pronte a colpire alla prima occasione, e troppo spesso lasciati senza un adulto responsabile con bambini, o peggio con adulti incapaci di gestirli.

Da parte dei ministri si è preferito condannare una piccola parte di cani elencando 18 razze senza curarsi invece di andare a colpire laddove fosse necessario, ogni qualvolta si fossero accertate delle violazioni alla legge sulla tutela dei cani, non si è avuto mai la certezza della pena per chi ha reso delle bestie feroci queste splendide creature; nessun obbligo per chi avesse deciso di acquistare o adottare un cane della lista, a sostenere insieme al cane, in collaborazione con personale specializzato un corso di educazione comportamentale e addestramento con dovute metodiche, con conseguente rilascio di attestato e licenza, con obbligo di test per rinnovo annuale, e registrazione presso un registro e anagrafe canina nazionale, con possibilità di operare controlli periodici per gli organi competenti.

Sarebbe stato opportuno avere una collaborazione fin dall’inizio tra stato, associazioni, veterinari, proprietari di cani e forze dell’ordine, dotando ognuno di questi della dovuta autorità, e leggi fortemente punitive per i trasgressori.

Invece si è operato solo in una direzione, quella di sequestrare i cani ai soggetti considerati incapaci di detenerli; ma che fine hanno fatto poi i cani? Chiaramente, sono passati dalla padella alla brace, dentro ai canili, isolati, in gabbia, spesso luoghi definibili lager.

Soggetti che avevano bisogno di essere rieducati e riabituati al rapporto con gli esseri umani, non andavano sicuramente isolati, essendo già fortemente traumatizzati per i maltrattamenti subiti, era idoneo invece ricoverarli in rifugi con un ambiente disintossicante, possibilmente immersi nella natura, e mettere questi cani nelle condizioni di essere di nuovo fiduciosi in se stessi e negli uomini, per poter insegnar loro nuovamente i normali rapporti uomo-cane e i rapporti cane-cane.

Il ministro Martini introdurrà il metodo francese, in collaborazione con le associazioni, con le strutture di addestramento e allevamento per la conduzione di cani considerati impegnativi, cioè quelli di grossa taglia, con conseguente rilascio del patentino in modo che i cani siano affidati a persone veramente idonee; contatti continui con i veterinari per quanto riguarda gli altri cani di taglia media e piccola; sarà ovviamente d’obbligo il guinzaglio, oggetto che va adoperato sempre, anche se non fosse obbligatorio per una questione di sicurezza nostra e del cane, ed eventualmente la museruola per i soggetti un pochino più vispi.

Ovviamente al governo vi sono sempre gli oppositori, contro i quali il ministro Martini dovrà trovarsi su terreno di scontro, avendo loro la pretesa di inserire nella nuova normativa un articolo assolutamente incostituzionale, cioè: il divieto di vendere, importare, allevare e riprodurre cani facenti parte della ex lista, e per chi già ne possiede l’obbligo alla sterilizzazione, per impedirne la riproduzione anche tra privati.

E’ assolutamente impensabile introdurre un articolo del genere in quanto andrebbe a mettere a serio rischio di estinzione decine di razze e alimenterebbe il mercato nero e i guadagni della malavita.

Un pensiero su “ABOLIZIONE “LISTA NERA”.

  1. roby

    Il cane e buonissimo io di cani ne o 8 di cui tre stanno nelle razze piu pericolose 2 rot e 1 bull terrier miniature non sono i cani cattivi ma le persone che non capiscono veramente niente dipende dai padroni i miei sono angeli

I commenti sono chiusi.